Chi siamo
7 Settembre 2011, 15:32
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CrossLAB è un progetto d’impresa.
CrossLAB vince nel 2010 il Bando Incredibol promosso dal Comune di Bologna.
Vince nel 2011 il bando Creater (Crescita Creativa in Emilia Romagna) promosso da Aster.
Vince il secondo premio alla fiera R2B (research to business) settore START2B come idea d’impresa più originale.
L’idea
Intendiamo fornire consulenze per strategie di comunicazione e marketing alle aziende pubbliche e private, facendo leva su due competenze che ci contraddistinguono:
1- il metodo: utilizziamo il metodo dello “storytelling” attraverso strategie crossmediali, video, contenuti per il web e social media.
2- un nuovo target: siamo specializzati nel comunicare al target rappresentato dai cittadini di origine straniera residenti in Italia: nuovi consumatori e nuovi imprenditori della società.
L’offerta.
Raccontiamo la vostra azienda e i vostri prodotti.
Incrociamo nuovi target.
Intrecciamo nuove storie e nuovi immaginari.
Passiamo parola in tante lingue diverse.
CrossLAB nasce dall’esperienza di CrossingTV, la prima webtv italiana realizzata da una redazione interculturale.
Video e narrazioni
Nascendo dall’esperienza di CrossingTV, CrossLAB ha una propria specificità nella produzione video finalizzato al web e alla comunicazione sui social media.
Video e webtv sono due strumenti economici e potentissimi per sviluppare ponti comunicativi interni ed esterni all’azienda: interni, per favorire un governo positivo di relazioni fra l’azienda e i propri dipendenti; esterno, per comunicare al proprio target e per allargare la propria audience.
Il metodo di CrossLAB per la produzione audiovisuale e multimediale si basa sulla partecipazione attiva alla progettazione del prodotto e sulla condivisione dei contenuti/messaggi con il target di riferimento.
Storytelling per una relazione di fiducia
“La comunicazione è fatta di persone: senza persone non c’è nè trasmissione, nè interazione, nè ascolto”
CrossLAB adotta il metodo dello storytelling per le proprie strategie di marketing e di comunicazione, perchè le uniche immagini che rimangono impresse sono quelle che raccontano una storia e fanno vivere un’esperienza.
Nell’epoca contemporanea così complessa e “rumorosa” lo storytelling è l’unico metodo per mettersi in comunicazione con la propria audience, tanto più se si tratta di cittadini stranieri per i quali la conversazione, la narrazione, i racconti sono centrali all’interno della vita della comunità di appartenenza.
Lo storytelling non serve per trasmettere semplicemente messaggi, ma aiuta a costruire una base empatica di relazione e apre la porta alle emozioni e all’ascolto.
Ascoltare e “sentirsi” ascoltati sono gli ingredienti per coinvolgere e favorire una partecipazione attiva alla comunicazione e per consolidare relazioni fiduciarie di lungo periodo con il proprio target.
Un nuovo target di consumatori
1 Giugno 2011, 07:08
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Target
Perchè rivolgersi ai cittadini stranieri?
I cittadini stranieri residenti in Italia producono l’8% del PIL: lavorano, pagano le tasse, comprano case, mettono su imprese e fanno acquisti di ogni genere; insomma producono e spendono.
Il reddito dei cittadini stranieri è consolidato negli anni e, nonostante la crisi, la loro spesa media è in aumento rispetto a quella dei cittadini autoctoni.
Ogni azienda privata o pubblica non può prescindere dal comunicare i propri progetti e propri prodotti a questo enorme bacino di clienti potenziali.
Alcuni dati statistici
I cittadini di origine straniera iscritti come residenti alle anagrafi comunali sono 4 milioni e 235 mila, ai quali ne vanno aggiunti altri 686 mila che verranno registrati in ritardo.
1 milione sono minori.
1 abitante ogni 14 è straniero.
Ogni giorno nascono 211 figli da genitori stranieri, 70 italiani si sposano con un cittadino straniero, 163 stranieri diventano cittadini italiani.
Le imprese con titolare un cittadino straniero sono 213.267 a maggio 2010 (con un tasso di crescita del 13,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).
I cittadini di origine straniera dichiarano al fisco annualmente 33 miliardi di euro e incidono per più dell’11% sulla produzione della ricchezza.
L’89% del reddito viene consumato in Italia.
800.000 sono gli studenti di origine straniera iscritti nell’anno scolastico del 2010/2011.
In sintesi: i cittadini stranieri incidono per il 7% sui residenti, per il 7,5% sugli iscritti a scuola, per il 10% sugli occupati (con 147 mila nuovi assunti nel 2009), per il 13% sulle nascite e per il 15% sui matrimoni.
(Dossier Caritas 2011)